una domanda particolare…

La settimana scorsa a Gualtieri una bellissima serata è stata l’occasione per presentare #mondoristorante.

Un’atmosfera interessante seduti a tavola insieme a tante persone interessate: è bello poter ringraziare tutti per la loro attenzione e interesse per gli argomenti di cui abbiamo parlato e per l’occasione speciale. E – ultimo, ma importantissimo – è ancora più bello poter ringraziare il ricchissimo territorio di Gualtieri rappresentato dal Sindaco, persona davvero squisita.

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Valeria Grazzi, impeccabile conduttrice della serata, ad un tratto ha fatto una domanda che tracciava un parallelo tra il tennis e la ristorazione, ragionando sulle similitudini tra questo sport e il mio mestiere. La risposta è venuta spontanea, certo, ma ripensandoci alcuni giorni dopo e riflettendo è stato possibile visualizzare una nuova chiave di lettura.

Un po’ ha aiutato il torneo di Wimbledon, che si svolge in questi giorni… bisogna confessare.

Qual è il parallelo o la similitudine tra il ristoratore resistente e il tennista?

La cosa è particolarmente interessante, più di quanto credessi.

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Il tennista è solo e tutti gli sforzi, la preparazione, tutto ciò che fa il suo staff è indirizzato a imporre una sua idea di gioco, i suoi colpi sul campo.

Ma non basta.

Il tennis è un gioco dove il fisico non basta: ci vuole cuore e soprattutto mente.

Perché? Perché non ha respiro. Non c’è riposo. E non c’è pausa, perché la mente, anche mentre si addenta la banana di ordinanza, non può allentare la tensione nemmeno per un istante durante la partita.

Battuta.
Scambio.
Punto.
Battuta.
Scambio.
Punto.
Ace.
Ancora battuta.
Ancora scambio.
Ancora punto.

O fai punto tu o lo fa il tuo avversario. Non si può abbassare il ritmo come a calcio o rallentare come nel ciclismo o rilassarsi un attimo come nel pattinaggio.

O fai punto tu o lo prendi.
O tieni il ritmo adeguato o perdi.
O sei concentrato o stai a casa.

La ristorazione resistente assomiglia a questo.
Significa esserci, arrivare sempre sulla palla con le gambe, colpire, essere lucidi.
Sempre.
E non mollare mai.

Federer fa così.
(anche se è stato eliminato da Wimbledon, ma capita, pazienza)
Quanto ha vinto… quanto vince ancora…
Ma soprattutto… quanto sono belli i suoi gesti tecnici e atletici?

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